Il Museo
Castello di Arechi
Il Museo
Nel Museo del Castello sono esposti reperti provenienti dagli scavi eseguiti sul sito. Si tratta di ceramiche, vetri, oggetti metallici e monete.
La ceramica
Documentata da circa quattrocento frammenti è la ceramica decorata a “bande rosse” databile dal VII-VIII al XIII secolo e oltre. Tali frammenti sono caratterizzati da una decorazione con strette spirali o larghe fasce che descrivono archi consecutivi. Particolare attenzione merita una brocchetta dal profilo biconico, con base piatta, una sola ansa, orlo arrotondato e becco pinzato; la decorazione è presente sul collo, sull’ansa, sul fondo e sulla pancia, dove sono archi sovrapposti.
Ulteriore classe ceramica largamente attestata è la spiral ware databile tra il XII e il XIII secolo, a cui appartengono le coppe e i bacini decorati con spirali disegnate in verde ramina e bruno manganese. I manufatti impiegati per la mensa – catini, scodelle, ciotole, piatti, boccali, orcioli, microvasetti – sono caratterizzati, verso la fine del XII secolo, da un rivestimento piombifero che forma una vetrina spesso verde, ma anche giallo-bruna e, successivamente, verde ramina, bruno manganese e rosso.
Al XIII secolo si data l’introduzione della ceramica protomaiolica caratterizzata dal rivestimento in smalto.
Tra la metà del XIV e l’inizio del XV secolo è da ascriversi un gruppo di reperti di ceramica graffita: la decorazione veniva effettuata “graffiando” la superficie con una punta sottile o piatta. La ceramica graffita, oltre alla complessa e delicata lavorazione, richiedeva anche una notevole disponibilità economica; gli esemplari furono probabilmente realizzati in officine locali anche se è problematica l’ubicazione delle fabbriche, in quanto non sono stati rinvenuti, né fornaci né scarti di lavorazione.
I vetri
Durante gli scavi del castello sono stati portati alla luce numerosi reperti vitrei; si tratta perlopiù di frammenti di suppellettili da mensa come bottiglie, calici, bicchieri e ampolle relativi ai secoli XIII-XV, nella maggior parte dei casi, privi di decorazione. Degno di nota è un elegante bicchiere databile al XIII secolo in vetro incolore di forma troncoconica con bordo molto svasato al di sotto del quale corre una decorazione a fascia, realizzata in smalti dal colore rosso, blu, verde e oro. Il corpo del bicchiere mostra una decorazione a rilievo costituita da micro palline di vetro applicate a caldo.
Dagli strati della seconda metà del XIII secolo sono emersi calici realizzati con gambi in vetro pieno su piede a disco, la cui colorazione oscilla tra il verde e l’azzurro. Le decorazioni, di tipo plastico, sono applicate a caldo sul gambo oppure realizzate a stampo.
L’impiego di materiale vitreo non si limitava alla mensa. Sono state rinvenute, infatti, lastre per finestra, forme per l’illuminazione (lucernette troncoconiche) o per gli usi più svariati (ampolline, unguentari, etc.).
Non è presente materiale antecedente l’XI secolo, ma sono numerosi rinvenimenti relativi ai secoli XV e XVI: è proprio in tale periodo, infatti, che il castello diviene proprietà della famiglia Sanseverino. Avviene, dunque, un cambiamento della destinazione d’uso da militare a residenziale che spiega l’impiego di suppellettili in vetro.
I metalli
Gli scavi degli anni novanta hanno riportato alla luce numerosi oggetti metallici databili dal VII secolo ai nostri giorni riconducibili alle innumerevoli attività che si svolsero nel castello. I reperti, in ferro e bronzo, appartengono alla sfera del quotidiano: chiodi, serrature, coltelli, anelli, spille per capelli, fibbie, finimenti e ferri da cavallo. Sono state rinvenute anche numerose armi (cuspidi, punte di freccia e di dardo da balestra, lance) la cui cronologia varia dal XII al XIV-XV secolo, utilizzabili sia in battaglia che per la caccia. Degno di nota è uno sperone a rotella di bronzo dorato della prima metà del XIV secolo, perduto probabilmente da un cavaliere.
Le monete
Durante i lavori di restauro del castello furono recuperate numerose monete; di particolare interesse sono tre gruzzoli: il primo è costituito da 34 denari della zecca di Rouen, una delle capitali della Normandia, rinvenuti nel cortile delle armi e databili tra la seconda metà del secolo XI e gli inizi del secolo XII; il secondo gruzzolo è composto da 21 monete d’oro rinvenute in una brocca di creta, consistenti in tarì siciliani della zecca di Palermo o Messina che vanno da Ruggero I (1072-1107) a Tancredi (1189-1194); il terzo gruzzolo comprende 22 monete d’argento e una di rame, tra cui esemplari delle Zecche di Macerata, Napoli, Bologna databili dal 1392 al 1534. Tra le numerose monete si segnalano quella proveniente da Ebusus (odierna Ibiza) del III-II sec. a. C.; tre follari di Costantinopoli e numerosi follari della zecca di Salerno (secoli XI-XII), monete di rame coniate ad imitazione del follis bizantino.
Ceramiche Invetrate
Le ceramiche con vetrina verde, risalenti al XII-XIII secolo, sono tra le più rappresentative del castello. Decorate con motivi geometrici e talvolta ispirate all’arte islamica, queste ceramiche si distinguono per l’uso di ossidi coloranti come il verde ramina e il bruno manganese.
Armi
Nel castello sono stati trovati elementi di armature e armi, tra cui una placchetta di cintura longobarda, punte di freccia databili tra il XII e il XV secolo, e uno sperone a rotella in bronzo dorato, risalente al XIV secolo. Il ritrovamento di dardi leggeri suggerisce che le armi venivano usate anche per la caccia.
Protomaìolica
Nel XIII secolo entra in uso la protomaiolica, caratterizzata dall’uso di smalti colorati. Le decorazioni sono prevalentemente geometriche e naturalistiche, con un’attenzione crescente per le forme e i colori.
Vetro - Bicchieri Apodi
I frammenti di vetro rinvenuti appartengono a bicchieri, spesso di colore verdognolo, utilizzati tra l’XI e il XVII secolo. I decori più comuni includono il motivo bugnato e quelli applicati a caldo.
Monete
Due importanti gruzzoli di monete sono stati ritrovati nel castello: uno composto da tarì siciliani dal 1072 al 1194, e l’altro da monete argentee e rame, che vanno dal 1392 al 1534. Tra le monete più antiche, sono state identificate monete di bronzo provenienti da Ebusus, risalenti al III-II secolo a.C., seguite da monete di epoca romana e medievale.
Ceramica Graffita
Nel XV secolo, la ceramica graffita diventa una delle tipologie più comuni per la produzione di vasellame da mensa. La decorazione veniva realizzata graffiando l’ingobbio prima di essere dipinta con ossidi colorati. I motivi decorativi spaziano da forme geometriche a vegetali e zoomorfe.
Ceramica a Bande Rosse
La ceramica a bande rosse, prodotta tra il VII e il XIII secolo, è caratterizzata da decorazioni a base di ossidi di ferro. Tra i reperti più significativi si trovano brocche e anfore con decorazioni incise e dipinte, databili principalmente tra l’XI e il XIII secolo.
Ceramica Spiral Ware
Tipica dell’Italia meridionale, la ceramica spiral ware presenta decorazioni a spirale in verde ramina e bruno manganese. I frammenti rinvenuti nel castello risalgono al XII secolo e testimoniano l’artigianato locale, con esempi decorati in modo distintivo, come coppe e bacini con spirali separate da festoni e foglie lanceolate.
